A sparrow alighted upon our sholder

Jóhann Jóhannsson

Rifacimento del brano per quartetto + violino solista

Si tratta di un brano molto semplice di un compositore contemporaneo, Jóhann Jóhannsson, con pochi accordi, qualche tocco di contrabasso e un violino che esegue una semplicissima melodia ostinatamente.

La difficoltà sta nella “esposizione” degli elementi, difficile mascherarli, si deve usare l’automazione del DAW assieme ai controlli presenti nel Kontakt (diversi per i vari strumenti).

La sessione ha una time track di circa 91 bpm, basandomi sull’originale.

Lo scopo è “capire” e fare esperienza con i controlli, gli “switch” assegnati sulla tastiera per rendere viva una sessione puramente “virtuale”.

Le librerie utilizzate sono:

  • Violino: Guarneri Violin e Stradivari Violin, oppure Cremona Quartet della Einstruments
  • Orchestra: LUX Orchestral Strings della SonuScore
  • Contabasso: Un buon basso pizzicato andrà bene (io ho usato i Berlin Strings ma vanno bene anche altri)
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Perchè 2 violini?

Buona domanda, in realtà hanno volumi leggermente diversi ma lo stesso settaggio, nella foto vedete esattamente quale anche se vi fornisco il preset.

Intanto conosciamo meglio il primo violino, il Guarneri.

questa è la parte dei controlli, cerchiato in rosso ci sono i comandi che aprono altre “possibilità”, in quello a sinistra c’è tutto quello che serve per l’espressione, lo vediamo nell’immagine sotto.

Notate il “C1” nella casella? Quello è uno “switch“, ovvero, la nota C1 sulla tastiera NON SUONA ma attiva il violino in modalità “virtuoso“, volendo possiamo assegnare altre modalità ad altre “note di controllo”, ad esempio C#1 per lo “staccato”, etc.

Questa è la parte che si attiva cliccando i primi puntini cerchiati in rosso sulla sinistra.

La parte sopra è la dinamica, quella sotto è il vibrato.

Dinamica e vibrato dipendono dal brano, io ho scelto questi valori.

Arriviamo alle “articolazioni” che si raggiungono con i tre puntini cerchiati in rosso a destra.

Cerchiato in giallo il “keyswitch“, ovvero, il comando che cambia a discrezione la modalità del violino.

In verde c’è il comando che cambia “l’arcata“, in alto o in basso, in questo caso assegnato a “D2“, importantissimo per dare un sapore reale alla esecuzione. In rosso c’è un valore che indica che da una certa “dinamica” (in questo caso 104) entra in ballo in “portamento o legato” e il modo è indicato in arancione.

Ogni modalità elencata è assegnabile ad una nota, ovviamente cercate di stare “lontano” dal range dello strumento e non invadete altri controlli (tipo il D2 per l’arcata) e ogni modalità ha le sue peculiarità che sono ovviamente diverse. Dietro questi semplici comandi c’è un motore software molto sofisticato che si attiva velocemente e cerca di fare il suo meglio per passare da una modalità all’altra, comando dopo comando, in maniera perfetta.

Se vi allenate ad usare keyswitch e comandi, imparerete a rendere lo strumento reale per quel che vi serve! Certo, un violinista sarebbe l’ideale, ma  questo vi da l’opportunità di suonare un violino senza sapere nulla dello strumento.

Lo Stradivari è esattamente uguale ma ha anche un “mixer” in alto per regolare i tre set di ripresa, Close, Mid e Far che corrispondono alla ripresa ravvicinata, media distanza e ambiente.

LUX Orchestral Strings della Sonuscore

La libreria è molto più complessa della Cremona Quartet (o singoli , il risultato è lo stesso), abbiamo a che fare con una intera orchestra, ovviamente la sezione archi.

  • Violini 1: Violini primi
  • Violini 2: Violini seconda fila
  • Violas: Viole
  • Celli: Celli
  • Basses: Contrabassi

Non si tratta dell’orchestrone ma di una sezione medio/piccola, l’ideale per un suono ottimale dato che aumentando le dimensioni dell’orchestra la mia esperienza dice che bisogna prendere contromisure molto più complesse!

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Guardiamo la figura.

Nel semicerchio ci sono i vari strumenti

In alto a sinistra, cliccando sul nome Ensemble (Violins 1) si può selezionare quale sezione controllare

Il tastino sotto attiva il “Live vs Lookahead”, ovvero, tempo reale o 300ms in ritardo per migliorare i complessi calcoli del software per i divisi, etc. Quando componete tenete su Live ma se il vostro software molto probabilmente ha la “compensazione del ritardo”, potete provare ad andare in Lookahead per vedere se migliora il suono.

I due controlli CCI e CCII li vedremo poi.

Sotto la mezzaluna ci sono i “keyswitch” che cambiano le varie modalità come accennato nella Cremona.

Ancora più sotto, c’è un menu, MAIN FIND EDIT MIX

MAIN è la pagina dove siamo ora

FIND è la pagina per cambiare i Keyswitch

FIND

In questa pagina sono raffigurate tutte le possibili modalità e se notate la barra verticale sulla destra, noterete che sotto ci sono altre 9 pagine!

Per passare da una modalità all’altra si usano ancora una volta i “Keyswitch”, è tipico di Kontakt, e per ogni modalità ci sono controlli simili o diversi.

Questa libreria ha anche delle modalità “combinate”, ergo, diverse possibilità comandate da diverse cose come ad esempio la dinamica.

 

 

 

EDIT è la pagina per cambiare i 4 Layers

EDIT

Qui le cose si complicano, ogni strumento può avere una struttura a sandwich, nel nostro caso usiamo (fortunatamente per voi) un solo layer.

Cosa sono i layers? Come in un sandwitch, ogni strato corrisponde ad un altra modalità dello strumento ma è attivata da diverse cose.
Nella foto a sinistra ho attivato un layer aggiuntivo e si pò notare che sono diverse le cose che possono attivarlo come il modulation wheel, la dinamica, porzioni di ambedue, si può controllare il range dinamico del layer, il volume di transizione da uno all’altro o addirittura la velocità per arrivare da uno all’altro!

Si possono fare cose molto complesse!

 

Il manopolone centrale indica i vari range e parametri in modo da capire cosa succede anche visivamente! Sotto il manopolone c’è una scritta, “Basic”, cliccandoci sopra compare una ulteriore lista di possibilità (sono preset quindi occhio a salvare quello che fate perchè si sballa tutto!)

A sinistra, il quadrettino permette di cambiare la dinamica di intervento di quello strumento e la sua curva oltre che alla percentuale di “errore umano” e il release.

Sopra c’è un omino con scritto “Legato”, cliccando si attivano altre modalità, occhio che anche questi sono preset e “sballano” tutto, salvate se potete (oppure fate “snapshot” guardando il mio pdf su Kontakt).

In alto a destra ci sono due lettere cerchiate molto comode, S (sta per solo) e M (sta per mute), quando si gioca con parametri complessi come questi sono benvenute sempre!

Per ultimo, la pagina di MIX

MIX

 

La parte centrale è il mixer di tutti gli strumenti, con il Pan, Volume, e Send (che è una mandata effetti) per ogni strumento.

Sopra una scritta indica se stiamo usando “tutti” i microfoni o “quelli vicini”, i “Decca Tree” o gli “ambienti”, Full, Close, Tree e Far.

E’ anche possibile scegliere una uscita separata per ogni strumento ma dovrete prevederle nel vostro DAW, per ora teniamoci il default.

Sotto i fader c’è la sezione effetti, EQ, Compressore e Riverbero (tramite il “send” visto sopra).

Ora torniamo alla pagina principale, la MAIN

MAIN

La pagina principale riserva delle sorprese, in arancione c’è il menu di selezione della modalità, Polifonica (6 modi), Unisono, Melodic Unisono, Melodi Octave e 3 modalità di DIVISI.

Il modo in cui funzionano è controllato dalla sezione cerchiata in giallo dove compare una sfilza di possibilità che sarebbero da “leggere”, includo il manuale ma se riesco faccio un riassunto qui.

La parte azzurra è l’ottava della sezione, quella verde (la commenterò a breve, per ora non inseritela)

 

Per ultimo, i Contrabassi. Perchè non ho usato quelli di LUX? Mi serviva un suono molto “netto” e dato che sono corti e non occupano troppa memoria, ho preferito usare un altro Kontakt per avere anche la possibilità di effettarli diversamente.

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Originalmente Johannsonn ha usato (come da spartito) un quartetto ma dal file originale si nota che sono di più, ecco perchè ho optato per i LUX che sono molto malleabili e hanno la possibilità di funzionare in varie modalità, divisi compresi che sono la mia scelta primaria.

I divisi sono un modo di assegnare agli strumenti il MIDI in maniera automatica senza scrivere la parte separatamente, in pratica le note che appartengono al range di uno strumento vengono assegnate direttamente a quello strumento e le varie modalità di divisi presenti permettono anche di assegnare più strumenti in automatico se sono nello stesso range.

Il metodo viene eseguito da uno script software presente nella libreria e letto da Kontakt, caratteristica quasi unica nel suo genere.

Vantaggi? Più facile comporre e suonare con buoni risultati!

Per il violino la questione è diversa, troppo esposto, serve molta attenzione e pazienza!

Come procedere

Importiamo il MIDI

Il MIDI ve lo fornisco io, dovete importare anche la Time Track e possibilmente i markers, se vi chiede di mportare il tempo, etc, etc, ditegli “si”

A Sparrow Alighted upon our Shoulder

File audio di riferimento

Vi do anche il file audio di riferimento, vi serve per studiare come rendere umano il violino

A Sparrow Alighted - Jóhann Jóhannsson

Avvertimenti

A) Non sono stato iper-preciso apposta con il violino perchè sarebbe troppo facile, qualcosa dovete imparare con l’esperienza!

B) Quello che rende umana l’orchestra sono le “svolumate” e la “dinamica”, appena suonata risulta “piatta”ed è normale, si suona tutta la parte poi si passa a “raffinare” il lavoro

C) Se non basta l’orchestra, provate a sommare un analogico “molto basso di volume” in modo che diventi tutto amalgamato, lo ha fatto anche Jóhannsson (vedi il video)

Lo so che è difficile ma è lo scopo di questo tutorial stuzzicare l’inventiva, il vero valore di ognuno è “il gusto” e va ben oltre la bravura tecnica, sta di fatto che potete anche fare di meglio e arrivare a superare l’originale inventandovi qualcosa di nuovo ma io vi consiglio di cercare di arrivare all’originale all’inizio, vi serve per allenare l’orecchio e capire i mezzi tecnologici che abbiamo oggi.

Rough Mix della versione MIDI fornita con un minimo di automazione
Jóhann Jóhannsson A Sparrow (rough)

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