Bonnie Elizabeth Parker
Mi è rimasta in testa per anni, una foto trovata a caso sul web, da li la curiosità, poi la voglia di conoscere la storia e alla fine la ricerca della verità perché come tutte le storie anche qui c’è il tentativo di cambiare i fatti, rimaneggiarli e nascondere la verità, certo, era una criminale e (forse) un’assassina, ma il modo esagerato “all’americana” di far fuori il duo è stato a dir poco “hollywoodiano” e arrivare al mito c’è voluto ben poco.
Qualche tempo fa mi ha contattato una parente, si avvicina l’anniversario della morte e voleva che ricostruissi qualche immagine, e l’ho fatto, parlando con lei è venuto fuori il racconto del lato famigliare di questa criminale, nessuno può negare che non lo sia stata e negli ultimi due anni della sua vita ha sempre saputo come sarebbe finita. La povera mamma di Bonnie passò 5 giorni dal imbalsamatore che ebbe seri problemi a ricomporre la figlia a causa dei numerosi fori di proiettile a cui vanno aggiunti altri 4 giorni dal ritrovamento, il risultato fu devastante per lei che non poté’ nemmeno entrare per motivi sanitari dato che era iniziato il processo di decomposizione. Per anni non volle parlare di Bonnie, si tenne tutto dentro, ma verso la fine dei suoi giorni ebbe parole compassionevoli sulla figlia, ammise dei suoi errori, dell’amore viscerale e puro per Clyde, dell’odio per i compagni di sventura che erano criminali senza cuore, del dolore continuo alla gamba a causa degli acidi della batteria dell’auto causati da un incidente durante una fuga che arrivarono a scarnificare parte della gamba e la costringevano a prendere il pericolosissimo “laudano”, ma soprattutto dell’impossibilità di costruirsi una famiglia e di non trovare un modo per chiudere con quella vita, il punto di non ritorno era già stato sorpassato..
Nessuno si ricorda il Ranger o i protagonisti “buoni” (tra virgolette) di questa storia ma tutti hanno bene in mente questi due criminali e la loro fine, e Bonnie ne è uscita quasi come una eroina, lo dimostrano i fiori e i regali sulla sua tomba visitata giornalmente.
Ho voluto fare questo per togliermi la fissa dalla testa, questa storia mi ha turbato parecchio e non so il perché, forse il tentativo di cambiare le cose, la violenza incredibile dell’imboscata, l’amore che c’era tra i due anche facendo una vitaccia da fuggitivi, forse è stata la ricerca dietro le foto di questa giovane che in soli 28 mesi si è trasformata da ragazzina sorridente a donna disperata e fuggitiva…
E’ arrivato il momento di chiudere questo capitolo.
Bonnie era ovviamente parte della banda Bonnie e Clyde, nonostante le foto dell’epoca era una donna bellissima e giovanissima, diventata criminale e fuggitiva, non si faceva problemi a sparare in faccia a gente disarmata o ferita.
Innamoratissima e ricambiata dal suo Clyde, in realtà non erano da soli, la banda composta da 5/6 persone (diversi si sono avvicendati o sono morti durante gli avvenimenti), inizialmente rubavano a stazioni di servizio o piccoli negozi, poi sono diventati assassini e non esitavano a sparare, la loro forza erano rapine ai negozi di armi dove si rifornivano come un piccolo esercito, il che li rese molto pericolosi.
Ma l’escalation al crimine rese la Polizia più aggressiva per cui finirono a diventare fuggitivi e nascondersi in posti di fortuna, in 5 in macchina, stretti, pieni di armi, era inevitabile finire a litigare.
Erano primule rosse, nessuno li beccava, fino a quando un Ranger in pensione, decise di mettere su una squadra di alternativi che gli dava la possibilità di evitare le giurisdizioni su cui la banda dei Barrow (così li chiamavano) contavano per scappare, e studiando le abitudini scoprirono che il duo di tanto in tanto tanto contattavano i famigliari.
Studiando accuratamente le abitudini e gli itinerari della banda di fuggiaschi riuscirono alla fine a prevedere le loro mosse e intercettarli.
I giornali trattavano la banda dei Barrow come criminali e assassini ma la gente aveva un debole per Bonnie e Clyde, come fossero Romeo e Giulietta, c’era la crisi, le banche se ne approfittavano, il duo fece si mostrava sempre gentile e solidale con chi era in difficoltà e riceveva spesso protezione, durante una delle loro rocambolesche fughe con sparatoria lasciarono indietro degli effetti personali tra cui delle fotografie che molto probabilmente non avevano assolutamente intenzione di diffondere, ma la polizia le diede stupidamente in pasto alla stampa che ne fece degli “scoop”, facevano vendere i giornali e pian piano molti li vedevano come una sorta di “Robin Hood e Romeo e Giulietta“, creando scompiglio nella polizia che faticava ad avere informazioni attendibili dai testimoni.
La polizia considerava Bonnie estremamente pericolosa, non era più la ragazzina che vendeva sigari e spaventati dalla popolarità dei due, misero una bella taglia e i Ranger organizzarono la famosa imboscata e il duo finì di esistere in pochissimi secondi anche grazie ai proiettili di grosso calibro utilizzati dalla Polizia, si dice oltre i 200 colpi (anche se ufficialmente 130 o 150), erano appostati dal lato guidatore che era Clyde Barrow, molti dei proiettili di grande calibro lo penetrarono e finirono su Bonnie che alla fine aveva 26 fori di entrata e quasi altrettanti in uscita ma si presume che fossero almeno il doppio dato che il preparatore del funerale rimase sconcertato e lavorò per giorni.
Dopo la sparatoria il luogo si riempì di curiosi che prendevano avidamente souvenir, arrivando a cercare di staccare un orecchio a Clyde!
Per assurdo la fine di Bonnie e Clyde ha creato attorno a loro un alone di mito che non ha tempo, come per Billy the Kid e tanti altri. Ancora oggi la tomba di Bonnie è visitata giornalmente, infatti, da quell’evento, la Polizia capì che bisognava evitare di creare miti con uccisioni plateali.
Oggi tutti si ricordano come sono morti Bonnie e Clyde ma non quello che hanno fatto…
Nelle foto si vede la trasformazione in pochi anni, da ragazzina che lavorava al Marco’s Cafè e non era ancora la Bonnie criminale a preoccupata e probabilmente sofferente (aveva una gamba molto rovinata dall’acido di una batteria dopo un incidente in macchina) donna fuggitiva, che forse conosceva già l’epilogo…
Il film Highwayman – l’ultima imboscata
Su Netflix il film racconta gli ultimi momenti ma è pieno di errori, sembra che Hollywood goda nel creare falsi appositamente.
Questo film è pieno di errori e menzogne, Bonnie nella realtà era molto più bella del personaggio del film, basta vedere le foto, inoltre, non è mai stato detto che era lei a sparare, aveva una pessima mira e il fisico minuto non gli permetteva di usare armi di grosso calibro e la pistola di lei aveva un difetto nel caricatore quindi è molto probabile che non abbia mai ammazzato nessuno, viene fuori anche leggendo le confessioni di alcuni sopravvissuti della banda, arrestati ed interrogati. Nell’agguato, non è mai stato intimato l’alt, la macchina non si è mai fermata ma è stata colpita intanto che proseguiva, il primo colpo è partito dal ranger ma subito dopo hanno sparato tutti, prima hanno usato le pistole poi sono passati ai calibri grossi e ai fucili, né Bonnie, né Clyde hanno tentato di difendersi perché gli hanno scaricato addosso tutto, la scena delle persone attorno alla macchina è vera ma dentro non c’erano corpi, erano stati rimossi sulla strada, nella realtà i curiosi arrivarono anche sul luogo dell’imboscata e presero diversi “souvenir” come vetri rotti, pezzi di vestito, ciocche di capelli fino ad arrivare a provare ad amputare dita e orecchie, a quel punto la scena fu protetta.
Il sospetto è che ancora oggi si voglia giustificare una inutile esecuzione esageratamente plateale usando come scusa che erano “bestie”, le 13 vittime sono quasi tutte state uccise dai componenti della banda, Clyde era contrario ad esecuzioni sommarie, piuttosto preferiva la carta del rapimento ma senza uccidere…
Sono contento di averlo fatto, abito in una casa che è stata costruita probabilmente nel 1912 ma ha tante cose che ricordano gli anni 20 e 30, forse è quello che mi ha fortemente ispirato.
Copyright 2022-2026 ostiglia.art & sumotoy Tutte le immagini elaborate sono di proprietà di ostiglia.art tranne dove indicato, in tal caso la proprietà è dell’autore, i contenuti sono esclusiva di ostiglia.art e Max MC Costa. Vietata la duplicazione anche in parte dei contenuti, o la ripubblicazione. E’ consentito lo sharing tramite i tasti forniti oppure attraverso la pubblicazione del link originale. Per altre richieste, contattateci attraverso il Form





