
Army of me – Bjork
Analisi e rifacimento completo del brano partendo da “zero”
Army of me, 1995, è sicuramente uno dei brani più famosi e rappresentativi dell’eclettica carriera di Bjork.
Sempre alla ricerca dell’innovazione senza alcun limite, il brano era stato presentato da Bjork in una forma totalmente diversa con contrabasso e strumenti acustici in un paio di occasioni, per il suo nuovo album “post“, decise di farsi aiutare da Marc De Vries, produttore di grande successo e collaboratore per U2, Madonna, Annie Lennox, Massive Attack, David Bowie, etc., famoso per il suo gusto anche usando tecnologie “povere” e Graham Massey (in arte Massonix), un componente della band 808 State.
Il brano è stato accompagnato da un mitico video in stile “Tank Girl”, molto costoso e come tutti i video di Bjork, innovativi e fuori da ogni schema che vi ripropongo:
Un pochino di storia, non tutti i brani nascono dal nulla
Bjork è sempre stata una visionaria ma una delle sue affinità è quella di saper scegliere e indirizzare i suoi collaboratori, in ogni disco c’è sempre innovazione, quasi mai tecnologica, piuttosto la “ricerca” di osare dove nessuno lo ha mai fatto o dove fosse impensabile farlo.
E Army of me non fa eccezione, il brano, nonostante l’impatto è estremamente semplice, nessuna armonia, solo batteria, basso e ovviamente voce, con qualche effetto.
Il basso si sviluppa in maniera ossessiva e costante utilizzando uno dei modi della scala in maggiore, il più “instabile” di tutti, il “Locrio”, che presenta un semitono tra il primo e secondo grado, e tra il quarto e quinto grado, molto raro nel Pop ma non nel Jazz.
Un modo per “tarparsi le ali” da soli, l’uso delle “restrizioni” per scatenare la creatività, un concetto che Bjork conosce bene e ha sfruttato più e più volte.
La visione di Bjork era un brano e un sound estremo, ossessivo…
Il 1995 è stato un anno di svolta per la musica, la nascita dello streaming con l’MP3, il conclamarsi del CD a scapito del vinile e musicassette, la nascita di Windows 95 e l’inizio del suo utilizzo come “strumento musicale”, affiancandosi al costosissimo Macintosh e agli altri computer dell’epoca, ma soprattutto la grande diffusione della musica “Techno” e quell’anno è considerato oro per i grandi successi.
Ecco che la scelta di usare Graham Massey non fu casuale, gli 808 State erano l’avanguardia della Techno e Acid House in UK.
Tecnologia
Dietro questo brano c’è tanta materia grigia e poca tecnologia, oggi che l’ascoltiamo più attentamente può fare sorridere alcuni addetti ai lavori ma è un grande errore, col senno di poi è facile sorridere ma al posto delle difficoltà tecniche ce ne sono state altre legate a scelte e tanta sperimentazione, nessuno si era anche lontanamente avvicinato a suono di questo brano all’epoca e per decenni sucessivi.

Essendo un produttore Techno, Acid House, Graham usava AKAI MPC, sicuramente una MPC 60 e sicuramente una MPC3000 (vedi foto)
La serie MPC è frutto della collaborazione Akai-Linn ed è una icona in tantissimi generi come R&B, Techno, Pop, Rap…
Si tratta di una batteria elettronica con campionamenti e un sequencer interno con una memoria notevole per l’epoca, 32Mb di estensione massima, un connubbio tra una batteria elettronica, un campionatore e un potente sequencer, facile da usare (uno dei motivi della sua popolarità).
Non era un oggetto propriamente “economico” ma per molti composer dei generi sopraelencati era come avere l’intera cassetta degli attrezzi a portata di mano!
Ma non bastava, come tantissimi (me compreso) solevano fare, nell’armamentario non poteva mancare la “quasi” economica ma assolutamente insostituibile…

Roland TB-303
Una icona venduta a migliaia di esemplari, con il suo geniale filtro “a bassissimo costo” creato con una manciata di componenti emetteva un suono “acido” che non era replicabile ed era di forte impatto, inoltre era portatile e andava anche a pile.
La Roland l’aveva prodotta (assieme al fratello TR-303, batteria elettronica con la stessa forma) dal 1981 al 1984, nonostante la portatilità il prezzo non era particolarmente economico, quasi 400US equivalgono a circa 1400 US oggi e solo per la TB-303, ciononostante nel mercato se ne trovavano parecchie e verso la fine degli anni 90 era facile acquistarle per molto poco, una delle cause era la mancanza di un manuale “chiaro” e molti se ne disfavano.
Nel brano si sente almeno una volta, molto probabilmente è stata utilizzata inizialmente e poi sono state prese altre decisioni ma la caratteristica programmazione del basso è proprio tipica di questo apparecchio.

Il suono finale del basso è dell’ARP 2600, vecchio ma sempre il più veloce e stabile modulare a sopravvivere quasi a cavallo del nuovo secolo, nella foto la riconversione attuale dalla KORG.
Come ho detto è probabile che all’inizio il basso fosse del TR-303 ma essendo un suono molto riconoscibile e poco malleabile (se non per il filtro) fu scelto l’ARP2600 perchè poteva essere facilmente controllato dal piccolo oggetto diabolico della Roland grazie al suo CV/Gate.
Nel suono è stato usato di tutto (rumore bianco compreso) e durante lo svolgimento viene “pistolato” manualmente, molto probabilmente il TB-303 è stato inserito nel mixer interno del 2600 e fa capolino nello “special”.
Il resto delle tastiere sono più che altro effetti o suoni distorti e provengono da diverse fonti non identificate, come campionamenti e si sente anche l’utilizzo di diversi “pedali per chitarra”.
Il suono…
Batteria
La batteria è frutto di un campionamento e non uno tra i tanti…
Si tratta del brano “When the levee breaks” dei Led Zeppelin, 1971. Per avere quel suono, John Bonham registrò alla base delle scale di Headley Grange, una antica casa a tre piani un tempo utilizzata per le occasionali “caccia alla volpe”.
Si trattava di un metodo non troppo convenzionale per la difficoltà di portare i costosissimi e pesanti macchinari dell’epoca ma era una delle “fisse” di John Bonham cercare il sound più adatto ed essendo una band famosissima non era certo un impedimento.
Ecco una piccola parte del brano dei Led Zeppelin
La velocità del brano dei Led Zeppelin è di circa 71 bpm, quella per il brano di Bjork è di circa 86 bpm, molto probabilmente è stato usato lo stretch della MPC3000 che era famoso per non deteriorare troppo il suono se non renderlo più “caratteristico” (uno dei motivi per cui la MPC3000 è ancora molto ricercata).
Ad ogni modo questo è il “groove” presente il tutto il brano di Bjork, adattato a 86 bpm.
— spazio per il groove —
ReCycle
L’intero groove sono 2 battute, io non ho una MPC3000 ma posso usare il software ReCycle (che è liberamente scaricabile) dopo aver estrapolato la batteria dal pezzo dei Led Zeppelin e preso le battute che mi servono, ReCycle chiede in primis quante battute sono per calcolare con precisione il tempo originale.
Successivamente si creano gli “slices”, ovvero, i colpi che formano il groove.

NON serve selezionare ogni singolo colpo, il tempo originale è circa 71, quello di destinazione 86, evitando di selezionare i colpi di HiHat immersi nella forma d’onda, si crea un effetto molto bello di pseudo shuffle che torna utile per il brano!
Controllo se la strada è giusta

Per fare una prova ho importato il file .rex generato generato da ReCycle dal brano dei Led Zeppelin e ho importato 4 misure del groove dal brano originale di Bjork, messi uno sopra l’altro sono identici, questo è il risultato facendoli suonare assieme:
Effetto “flanger”, il che vuol dire che sono estremamente simili. NON uguali perchè la parte originale è stata estrapolata con le Ai che notorialmente “mangiano” frequenze in più c’è il processing della MCP e le manipolazioni del mix, registrazione, mastering, etc.
Sono solo 2 battute per TUTTO il brano a cui sono stati aggiunti i piatti e basta!
Ecco il file .rex utilizzato nella prova sotto che sarà utilizzato anche per il rifacimento del brano, protetto da password e solo per chi segue le mie lezioni ovviamente!
A parte il groove da 2 quarti sempre uguale, sono stati aggiunti dei piatti (un paio di crash e uno splash), un HiHat semiaperto in ottavi e un ride nello special, poi ci sono 2 colpi di tom all'inizio. C'è un piccolissimo break al centro ma veramente minimale, il resto è un "treno in corsa".Protetto: Groove army of me (basic)
Una alternativa “quasi” d’epoca
Per chi vuole immedesimarsi nello spirito dell’epoca, c’è un emulatore MPC Akai “freeware”

MPC 2000 XL è la riedizione “virtuale” del modello originale sviluppato con gli stessi algoritmi, comprensivo di time stretch, editor, etc.
Questo modello è del 1999 e non è stato usato in questa produzione, tuttavia buona parte degli algoritmi interni è lo stesso per diversi modelli così come il feeling e modus operandi.
Il plugin è scaricabile liberamente dalla pagina dello sviluppatore, Yzzyreal (su github) ed è disponibile per Win, Mac e Linux in questa pagina
Per chi volesse “questa strada” ho creato il preset sia del groove che delle altre parti percussive, disponibile per chi ha l’accesso al mio “patreon” o alle lezioni.
Files disponibili a chi ha l’accesso…
Il suono del groove
Anche se è lui, il suono non è uguale, il brano dei Led Zeppelin è del 1971 e ha le sue limitazioni.
Il Basso
Questo brano è atipico in tutti i sensi, non ha armonia, non ci sono tastiere o chitarre o qualsiasi altro strumento a fare accordi, solo una linea di basso monofonica e sempre uguale, tranne negli incisi dove ne interviene un’altra che di note ne ha solo 3!
Bb2, C3, Bb2, G#3, F#4, Bb2, C2
Questo per tutto il brano tranne gli incisi…
Inciso
In realtà sono solo 3 note e nel brano la tastiera è doppiata da un’altra che usa il Pitch Bend per rendere il tutto ancora più drammatico.
Il suono del basso

Non ho usato un ARP 2600 e ho deciso di non usare nemmeno gli emulatori, piuttosto mi sono affidato all’ottimo e open source “Cardinal“.
Questo è il suono per le strofe e gli special, per l’inciso ne ho usato un altro (sempre con Cardinal)
NOTA:
Ho usato un modulo che si interfaccia con i “parametri” controllabili dal DAW per poter modulare alcune parti del suono quindi è essenziale instanziare i Cardinal come Synth e non come in certi DAW permettono, come effetti, altrimenti i parametri non si trovano.
il vantaggio? I parametri sono disponibili subito tramite il pannellino in figura e hanno una risoluzione “molto più alta” dei soliti controller MIDI.
Protetto: Bass Army of me 1
Inciso
Questo è il basso dell’inciso, in realtà la parte “bassa” la fa un altro suono (che includo a breve), questo è la parte “distorta”.
Ascoltando l’originale si nota che i suoni sono 2, uno è passato dentro un amplificatore o pedalino e sembra avere un “WAH” in posizione fissa.
Ho ricreato la parte che distorge con un plug chiamato “Amplification 360” che non è certo il massimo ma è estremamente flessibile, si può ottenere lo stesso effetto in mille altri modi e in effetti in mente ne ho un altro che proverò nei prossimi giorni (se riesco a ricordarmi come si chiama il plug in questione ma è un filtro wah estremo)
NOTA:
Sull’amplificatore ho torto, dopo aver parlato con uno dei due presenti in studio (non lo dico finchè non ho l’autorizzazione del nome) mi ha anticipato che NON è stato usato un amplificatore di chitarra, l’idea era quella ma provocava troppe ronze e interferenze.
Oggi sappiamo che per la tecnica di “ReAmp” serve un trasformatore che disaccoppi la massa del mixer/interfaccia/quello che è dall’amplificatore e che contemporaneamente alzi di parecchio l’impedenza che solitamente è 600 Ohm, ma all’epoca si andava di “patchbay” e “sperem”.
Comunque alla fine si è optato per mandare il segnale in studio su una cassa e riprenderlo con due microfoni, esattamente quello che sentivo attorno a questo suono, dell’ aria attorno.
Il risultato è stato sommato alla parte bassa e al suono originale, quindi è composto da 3 suoni diversi!
Il basso dell’inciso sono note da 1/16, 4 note D4, 3 x Db4 e due x C3, come in figura, sembra quasi un esperimento matematico!
Il suono non è esattamente quello indicato sopra dato che è il risultato di tre fonti, la prima è il synth sopra, poi c’è una parte bassa e la pista aggiunta tramite la riproduzione in una cassa in studio e la conseguente ripresa via microfono (confermata da uno degli autori), mi era sfuggito il particolare che senza un trasformatore di disaccoppiamento la quantità di interferenze avrebbe creato problemi all’epoca.
Anche in questo caso, includo la patch per chi può vederla
Protetto: Bass Army of me 2
L’Orchestra Hit, un altro suono caratteristico di questo brano
Ascoltando e riascoltando per capire la provenienza, sono riuscito a decifrarne una parte facilmente, un “orchestral hit” tipico della MPC, ma la parte principale è stata un mistero, un accordo complesso, difficilmente attribuibile ad una orchestra o una big band come è solito utilizzare.
Quindi l’idea, me lo faccio con una tastiera, lo taglio e rimodello e lo uso come campione assieme a quello “stock” della MPC, e così ho fatto ed è stata la mossa giusta perchè fa il “flanger” se comparato all’originale, il difficile è stato carpire l’accordo che in realtà sono lo stesso su diverse ottave.
Perchè è caratteristico? E’ unico, non l’ho mai sentito da nessuna altra parte!
Posso supporre che è stato fatto nella stessa maniera dato che è un suono molto presente e costante in tutto il brano.
Per evitare di allungare troppo, mi limito a farlo sentire e a proporre il download (per chi ha l’accesso).
I suoni rimanenti
I rimanenti li divido in due categorie: Tonali ed Effetti
-
Tonali
-
Atonali (effetti)
Per ultimo, un effetto “sonar” che conosco più che bene in quanto li usavo con il mio gruppo agli inizi degli anni 80…
L’intero pacchetto effetti…
Voce, Assemblaggio e Mix
La voce è quella originale di Bjork del 1995, estrapolata come d’uso oggi grazie alle Ai, nel mio caso ho usato la mia, ALi e non avrei potuto usare di meglio dato che il risultato è veramente ottimo!
Ho mantenuto gli effetti originali che a dire il vero sono minimali, a Bjork non piace pasticciare troppo con la voce ed è una delle poche cantanti che apprezza anche dei leggeri “out of tune” che danno carattere alle parole.
Il bpm del brano è 86, una volta stabilita la velocità si importano le varie traccie, io ho anche importato l’originale come riferimento anche se tende ad andare fuori tempo, una cosa molto comune perchè si usava fare i tagli e a volte i registratori non erano perfetti (se hanno usato l’analogico).
La parte che riguarda il mix e le impostazioni delle traccie la vedremo più avanti, per ora accontentatevi del Rough Mix con la voce appoggiata e nessuna svolumata….
TODO:
- ritoccare il suono del basso dell’inciso
- abbassare la cassa rispetto al groove
- la voce non è stata toccata
- mancano tutti gli effetti
- mix!
Stem, tracce, midi e sessione (tranne la voce) sono a disposizione degli alunni della mia scuola...This content has been restricted to logged-in users only. Please log in to view this content.
Versione 0.6 – non terminata
Maggio 2026
Autore: Max MC Costa
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