Claude Debussy (1862–1918) è stato un compositore francese rivoluzionario, considerato il capostipite dell’impressionismo musicale e un esponente chiave del simbolismo. La sua musica ha rotto con le rigide strutture della tradizione classico-romantica, privilegiando il colore orchestrale, le “sonorità sospese” e la creazione di atmosfere suggestive, ha introdotto un nuovo linguaggio basato sulla libertà armonica, utilizzando spesso la scala esatonale e accordi di nona per creare un senso di vaghezza simile alle pennellate dei pittori impressionisti.
Scrive il suo grande amico di sempre, Eric Satie
«L’estetica di Debussy si riallaccia, in molti suoi lavori, al simbolismo; ma vista nel suo insieme, è impressionista. Vogliate perdonarmi: non ne sono un po’ io la causa? Così almeno si dice.»
L’amicizia con Eric Satie è stata un “vero esempio” di amicizia con la A maiuscola, durata più di trenta anni. Molti consideravano “grande” Debussy quando incontrò Eric, che a sua volta era considerato poco più di un pianista da bar, ma Claude sentì qualcosa nella musica di Satie, qualcosa di nuovo che non aveva mai sentito prima, nulla di pomposo ma minimalista, fatto di leggere dissonanze, accordi studiati e grande attenzione nell’esecuzione…
Finirono per diventare molto amici e influenzarsi a vicenda, difatto questa amicizia fece evolvere entrambi; personalmente mi arrabbio tantissimo quando vedo fior di professori “denigrare” Satie o additare Debussy troppo “semplificativo”, divergendo sui soliti Chopin
Lo stile al piano di Debussy è rivoluzionario, ci sono tanti artisti della sua Francia ma anche Chopin e i vari romantici, oltre che al contemporaneo Richard Wagner che ammira ma non nello stile che lui ritiene “troppo accademico”.
Il pianista rivoluziona a suo modo tutto quello che sente, cerca l’innovazione nell’esotismo anche attraverso sintesi tra classico e moderno. La sua musica non è mai pomposa ma delicata e piena di sfumature che non erano mai state sentite prima.
Debussy è stato uno degli ispiratori di Sakamoto ed è fondamentale per capirlo appieno. Personalmente l’ho scoperto tardi e forse è meglio così…
Clair de Lune, scritta nel 1890 e il 1891 fa parte della Suite bergamasque
Sicuramente il brano più “popolare” del compositore Francese.
La fille aux cheveux de lin, scritta nel 1909 e il 1910 e fa parte del primo libro dei Préludes del compositore Il titolo La fille aux cheveux de lin” è di una poesia di Charles-Marie-René Leconte de Lisle (1818 – 1894).
Credo che sia uno dei brani più indicati per indicare coma ha influenzato tanti compositori Giapponesi cone Joe Hisahishi o Sakamoto (che me lo ha indicato)
Reverie, scritta nel 1890.
E’ una composizione scritta subito dopo l’insuccesso di “Fantasie” (per Piano e Orchestra), demoralizzato e sempre alla ricerca di soldi si dedicò alla scrittura di brani al Piano corti, facili da piazzare.
Non è un brando di grande spessore, lo stesso autore, in una lettera alla moglie dell’editore che aveva comperato le edizioni del brano scrisse… «è un errore pubblicare Rêverie…è brutta»
Eppure…
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