Armonie del Pianeta Saturno è una composizione per Arpa, Oboe e Archi di Roberto Lupi, registrata originalmente (maluccio) a Firenze nel 1946 e utilizzata per “lungo” tempo dalla RAI come sigla di chiusura dei programmi fino al 1986, chi non se lo ricorda tra quelli della mia età?
Il brano è famoso per essere armonicamente bellissimo e nello stesso tempo trasmettere “tristezza e malinconia“, incredibile per le pochissime note presenti.
Roberto Lupi è nato a Milano il 1908, figlio di musicisti di un certo spessore (il nonno era un famoso violinista), studia e si diploma in Pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (che coincidenza) nel 1927 e l’anno dopo in Violoncello, per poi proseguire con gli studi sulla Composizione con Arrigo Pedrollo fino al 1934, anno in cui si diploma.
Ha frequentato i salotti musicali a Milano, Siena, Roma e Firenze dove ha tenuto la cattedra di Composizione al conservatorio “Cherubini” dal 1941 fino alla sua morte, nel 1971. Tra i suoi allievi alcuni grandi musicisti e compositori come, Paolo Renosto, Ugalberto De Angelis, Gaetano Giani Luporini, Franco Cioci, Gino Negri, Romano Pezzali, Paolo Renosto, Giuliano Zosi, Daniele Lombardi, Sylvano Bussotti, Lydia Rocchetti.
Dal 1937 al 1946 è stato Direttore di Orchestra e quel periodo è stato segnato dal suo avvicinamento agli studi Filosodici e in particolare a Rudolf Steiner sull’antroposofia, dalla quale ricava la sua teoria sulla composizione musicale, l’Armonia di Gravitazione (di cui fa parte questa composizione) derivata dal principio della legge di gravità applicato alle tonalità (e cito da questa pagina): Lupi sostiene l’esistenza di un’unica tonalità fondamentale (alone, o atmosfera armonica) su cui oscillano i vari modi. Non vi è quindi un’atonalità, ma la tensione verso un punto specifico (nota attrattiva), fondamentale di una serie di suoni armonici concomitanti, che diviene fulcro di un sistema gravitazionale governato da reciproche attrazioni dei suoni sulla base delle loro componenti armoniche. L’euritmia rappresenta per Lupi la vera arte del futuro, la “Nuova Euridice”.
Lupi è anche studiato in “musica elettronica” non solo per l’approccio musicale ma anche per aver sperimentato nuove sonorità ottenute con strumenti classici registrati in ambienti particolari (come la composizione per oboe registrata in un grande parcheggio sottorraneo) oopure alcuni esperimenti con i cori e le voci narrate.
Armonie del Pianeta Saturno è un “inedito”, se esiste ancora oggi lo dobbiamo alla RAI che lo ha utilizzato.
Perchè questo brano?
Oggi, 19 Gennaio 2026 è il “Blue Monday“, ovvero, “Il giorno più triste dell’anno“, mi sembrava il brano più indicato, ma a parte gli scherzi trovo le sue armonie bellissime soprattutto per il fatto che le note sono veramente poche e “ben studiate”, non c’è nulla di superfluo, solo l’essenziale e a me personalmente mette solo un pochino di “malinconia”, forse per questo non lo ascolto sempre….
Il lavoro lo dedico all’amico Patry Carà che mi è stato di grande conforto e ispirazione durante la malattia e la redenzione dell’amico comune, Gianluigi “Giangi” Bombatomica…
La registrazione originale del 1946 è “pessima”, inoltre la RAI ha letteralmente consumato il nastro (trasmettendolo 365 giorni all’anno per 11680 volte almeno, copiando e ricopiando l’originale più volte) e con la pessima reputazione di chi ci lavora (credetemi, ho visto con i miei occhi e sopratutto le mie povere orecchie) il risultato mi ha chiesto mezza giornata di lavoro solo per tirarlo fuori dalla montagna di rumore in cui era sepolto e questo è il risultato:
Il mio tributo al Maestro Lupi, dopo mezza giornata con le ultime tecnologie e un po di pazienza. ho rispettato il “timing” al punto che sono sovrapponibili.
La versione 2 ha gli archi giusti (con il “legato perfetto”) e sarà messa in questa pagina a breve. Buon ascolto e ricchi “pianti”!
Un’altra versione fatta con gli stessi strumenti, stesso arrangiamento ma performance diversa:
Per chi vuole provare a risuonarlo, ecco uno degli spartiti interattivi
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