Max MC Costa
Nato a Caracas (Venezuela) l’8 Maggio del 1962 da genitori italiani di Ostiglia (MN), si trasferisce a Milano nel 1970.
Da sempre ostinatamente amante delle tecnologia, si appassiona prestissimo alla musica grazie al padre Piero che acquista uno dei primissimi impianti stereo di alta qualità e comincia subito ad affascinarsi al mondo dei suoni sintetici, in particolare quelli del Moog di “Switched on Back” di Walter Carlos (ora Wendy Carlos), allo stesso tempo sperimenta con l’elettronica fin da giovanissimo, facendosi regalare vecchi televisori e radio rotte al posto di giocattoli.
Segue studi tecnici dove perfeziona l’elettronica e parecchio del tempo libero lo passa tra l’Hoepli a leggere documentazione tecnica e il suo laboratorio, cercando di ricostruire gli strumenti audio che all’epoca avevano prezzi proibitivi, in particolare in quinta all’istituto tecnico progettò e costruì un Vocoder e regalò al preside un orologio digitale a led in un periodo che non venivano ancora commercializzati (anche se ammise di aver sbagliato un divisore digitale da progetto e la giornata veniva divisa in 26 ore al posti di 24, poi corretto).
Viene chiamato in WEA (Warner Bros, Elektra, Atlantic Italia) da Roberto Dane‘ per seguire lo studio di registrazione interno dove inizia a sperimentare con la registrazione e le sue macchine ma soprattutto a conoscere altri musicisti come il neonato gruppo Radar di Verona, Atelier Folies e tantissimi big della musica collegati alla casa discografica.
In quegli anni, Roberto Colombo stava producendo Andrea Tich e venne a sapere del vocoder di Max, uno dei pochissimi se non l’unico ad averlo in quei tempi in Italia e lo usò nel singolo.
Dopo un periodo in cui seguiva la masterizzazione dei vinili per la WEA, inizia la sua carriera musicale grazie anche al boom della “Italian Disco” e al proliferare delle tastiere Polifoniche e Batterie Elettroniche, Sequencer, Campionatori, tutti sbucati quasi contemporaneamente e grazie alle sue conoscenze tecniche e alla capacità di saperle riparare, collabora anche con diversi negozi per le riparazioni e come consulente e e riesce a comperarsi man mano la costosa strumentazione, lavorando anche di notte.
In quel periodo collabora a tantissimi successi del fortunato periodo Dance Italiano e non solo, lavora con Battiato e diversi altri artisti anche internazionali spingendosi fino a Berlino e a Londra grazie anche alla strumentazione modificata che gli permetteva di ottenere cose non possibili all’epoca.
Dopo diversi anni in giro per gli studi, quasi esclusivamente come programmatore di tastiere, sequencer e batterie elettroniche, viene chiamato da Claudio Dentes con il quale una nuova fase della sua vita con lo Psycho Recording Studio & Sampling, fondato proprio con Claudio, uno studio iper-innovativo con le maggiori tastiere e batterie elettroniche esistenti, le sue macchine modificate e la nutrita sala tastiere affiancata alla regia.
Incontra il fonico inglese Craigh Milliner, specializzato in Pop dal quale impara parecchi trucchi di registrazione della scuola Inglese, molto in voga all’epoca grazie ai dischi della Ztt e di Trevorn Horn.
Lo Psycho diventa uno degli studi più quotati e vengono registrati dischi “iconici” come Adventures in Radioland della Mahavishnu e John McLauglin, Inseguendo l’aquila di Mango, Dolce Italia di Finardi, Renato Zero, De Andre’, Khrisma, PLion,… una lista interminabile fino ad arrivare ad un break dove stanco degli orari massacranti dello studio si unisce al padre Piero e fondano la Pixel Sound che è specializzata in grafica ed editoria con le nuove tecnologie e sopratutto le nuovissime workstation Apple.
La Pixel dispone anche di un innovativo studio audio dotato dei primissimi Hard Disk recording oltre che a tutte le tastiere esistenti all’epoca, inclusi Fairlight III, PPG, Synclavier, Akai, Emulator, oltre che a quelle iconiche come Moog, Mellotron, ARP 2600, per citarne solo alcune.
In quegli anni sviluppa le sue capacità di programmare in diversi linguaggi iniziate tanto tempo prima con le primissime CPU, la Pixel è uno delle prime ditte ad avere una scheda Targa 24bit e un computer PC in grado di fare animazioni e rendering 3D, con tanti computer a disposizione inizia a sperimentare con i vari linguaggi come C, C++, ma in particolare l’Assembler e realizza diversi software che vengono utilizzati anche nel cinema come il Framer (usato da AARDMAN Animation, quella di Wallace & Gromit per passare animazioni in passo uno su pellicola) e assieme all’ormai compianto cugino Massimo Anderlini, CEO di Sinergia, realizza il primo CD multipiattaforma per Mac e PC completamente interattivo e mostrato al NAMM e a SIM di quegli anni.
In Pixel si sperimentano le primissime tecnologie 3D, stiamo parlando di un’epoca dove la Pixar era ancora in fase sperimentale e aveva solo realizzato dei piccoli “corti”, le schede grafiche Targa a 24 bit erano costosissime e funzionavano solo su software come Topas sui primissimi PC. Per poter sfruttare la scheda anche in ambiente Apple (che all’epoca aveva solo 256 colori, 8bit!), realizzò primo driver a 24 bit colore per scheda targa per MAC OS che venne dimostrato al SIM di quell’anno nello stand MODO (uno degli importatori Apple di allora) grazie a Photoshop 0.8b donatogli da uno degli autori, Thomas Knoll in cambio del driver per la scheda Targa.
Intanto nello studio audio Pixel, continua a realizzare dischi, la collaborazione ininterrotta con John McLaughlin continua per altri 17 anni e la new entry sono gli Elio e le Storie Tese con i quali realizza l’album di esordio (tornando in Psycho solo per quel progetto) e quasi tutti gli altri a seguire, dato che diventa un loro collaboratore quasi fisso e Paolone (Paolo Panigada), uno dei due a collaborare con Max in Psycho assieme ad Antonello Aguzzi, poi diventato Jantoman, entrano entrambi in tempi diversi a far parte del complessino.
Con il primo disco di EELST, diventa molto amico di Rocco Tanica e con lui divide tantissime altre avventure musicali realizzando diversi lavori per Fiorella Mannoia, Bisio, Mina, etc. Ancora oggi i due sono molto legati anche da interessi comuni quali la tecnologia, la Realtà Virtuale, le Ai e le innovazioni tecnologiche, soprattutto quelle che cambiano la vita o il “modus operandi” del lavoro o delle arti.
Dopo brevi periodi all’estero, torna in Italia e inizia a collaborare con Dado Parisini e assieme realizzano diversi album di Laura Pausini che producono milioni di vendite, un Grammy Award e sei Latin Grammy, (l’ultimo nel 2018) oltre che a numerosi altri premi.
Poi seguono NEK, Annalisa, Amoroso, Emma, Scanu, Carta e tanti altri, oltre che ai dischi di Elio e le Storie Tese di cui diventa anche produttore e sposta il suo studio nel loro quartier generale di Via Folli a Milano.
La tradizione di fare elettronica non lo lascia mai, insiste a realizzare le sue macchine e macchinette, realizza da sempre i suoi computer e per brevi periodi lavora per progetti avanzati anche per ESA (dove partecipa alla realizzazione di un sistema di tracking attraverso il puntamento laser) o per l’Open Source dove realizza centinaia di librerie per i Microcontrollers, un’altra passione.
La programmazione lo porta negli anni a sviluppare codice per quello che in futuro chiameranno (erroneamente) Intelligenza Artificiale o Ai, sperimentandolo direttamente nei primissi anni del 2000 e successivamente nel 2016 con la realizzazione della sua Ai chiamata ALi (in onore della madre Alberta scomparsa nel 2016), c’è una intervista sul sito che riguarda questo argomento.
Realizza anche un CMS basato su PHP, altamente evoluto ed interattivo per l’epoca, che è stato per qualche anno la base del sito sumotoy, il suo quartiere generale delle sperimentazioni e idee.Il CMS è stato poi regalato alla comunità di PHP Fusion internazionale ma svuotato di tutti i meccanismi di sicurezza che sono rimasti proprietari.
Nel 2016, subito dopo la scomparsa della Mamma Alberta, decide di seguire ancora una volta il padre Piero ad Ostiglia, nella grande casa di famiglia realizzata dai trisnonni, con l’intento di evitare lo smog e il rumore di Milano, città che non ama più e trasferisce anche il suo studio Milanese in quelle che erano le vecchie stalle con l’intento di aggiungere e sperimentare nuove tecnologie, grazie anche allo spazio per il nuovo LAB, inoltre studia e applica una variazione della tecnologia Domotica che permette di abbattere i consumi monitorando la presenza umana nei vari luoghi e manipolando di conseguenza l’energia per riscaldare, raffreddare, illuminare.
Dal 2023 insegna al prestigioso Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (diverse materie), ad una collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia (Ai e metodologie per crearle), programma dei corsi per quello che riguarda l’audio nel suo studio privato ad Ostiglia e continua a lavorare nella musica, soprattutto con l’estero con la Moglie Yukari, il figlio Haru e il papà Piero e 5 gatti.
Durante la sua lunga carriera come Musicista, Sound Designer, Programmatore, Fonico e Produttore, Max ha lavorato in oltre 300 dischi e almeno 10 volte tanto di brani singoli, impossibile ricordarseli tutto soprattutto quelli del periodo “disco” dove in un giorno girovagava anche per 3 o 4 studi consecutivi.
Prima del 2016 non ha mai concesso interviste (a parte una a un fan di EELST), solo dopo la sua esperienza come insegnante ha deciso di rilasciarne qualcuna, anche il rapporto con l’endorsement non è mai sfociato in nulla proprio per la sua innata voglia di sperimentare che non pone mai limiti o paletti di alcun genere.
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Vite Bruciacchiate di Elio e le storie tese
Enciclopedia del Rock
Nove vite e dieci blues di Mauro Pagani
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